Lentamente
La lentezza mi spaventa. Non essere perennemente con l'acqua alla gola è uno status che non avevo mai provato prima, o forse sì, ai tempi della scuola, ma anche quel periodo era fatto di ansie - seppur molto diverse da quelle di un adulto. Quindi cosa succede: quando finalmente arrivo a riva, quando il livello dell'acqua comincia a scendere, paradossalmente inizio a sentire sensi di colpa, e se non devo più annaspare per salvarmi (per sopravvivere), allora cosa sto facendo? Mi godo il Sole? Guardo i bambini giocare con castelli di sabbia? Posso farlo? Cosa penseranno di me gli altri se sono abbastanza tranquilla da poter aprire un libro sotto l'ombrellone in attesa del prossimo Tsunami? Un giorno io ripenserò a questo periodo e sarò contenta di non aver forzato le cose. Sarò contenta di essermi presa del tempo perché potevo farlo. Nello stesso modo in cui adesso guardo indietro e vedo una Cecilia che non si è mai concessa il tempo giusto per recuperare. Neanche quand...