Fermarsi a guardare dove si è arrivati
Indubbiamente rimettersi a studiare a 35 anni è una scelta coraggiosa. Sono passati 16 anni da l'ultima volta che mi sono messa sui libri e non poteva che essere una motivazione così potente, l'unica capace di spingermi a fare un salto nel buio così dall'alto verso un obiettivo così profondo. Di forza di volontà non ne ho mai avuta troppa, di testardaggine sì - qualcuno dirà "Ariete" - ma le due cose non sono da confondere. In questi miei primi studi ho anche capito quanto la motivazione sia parte quotidiana del nostro vivere, anche quando non ce ne rendiamo conto. L'influenza che i nostri obiettivi hanno sulle nostre scelte è fatto reale e tangibile. Così è importante, almeno per me, non distogliere lo sguardo dal traguardo che voglio raggiungere in questo percorso. Certo obiettivi a lungo termine non ne ho mai veramente avuti, ma tentare per una volta non nuoce. Specie quando i tempi sono maturi, quando la possibilità di azzardare c'è.
Questo anno è stato pazzesco e lo sto per chiudere mettendo in atto il piano che mi ero prefissata quasi 12 mesi fa: iniziare un percorso di studi e rimettere in discussione la mia carriera lavorativa. Forse, quando fallirò il mio primo esame, sarà bene che mi concentri su questo aspetto, sulla coerenza dimostrata nei mesi precedenti, sulla voglia di cambiamento e di novità che mi ha spinto a mettermi in gioco.
Anche questo fa parte della mia evoluzione dopotutto: guardarmi da fuori, premiare i miei sforzi, contestualizzare le vittorie e le sconfitte, essere paziente, darmi tempo, darmi la possibilità di fare di meglio, non arrendermi finché non c'è più niente da fare. Da una parte si può dire che 13 anni nella ristorazione mi hanno sì preparata a tutto questo.
Commenti
Posta un commento