Una parentesi breve

     Ricordo quando avevo 14 anni e prima di uscire per andare a scuola, mi sedevo davanti al computer e scrivevo una pagina di diario. Anche solo per accenderlo ci volevano dieci minuti. Non c'era internet, era solo un grosso schermo a tubo catodico con una tastiera, un mouse e Word (occasionalmente aprivo anche Paint dove creavo i miei masterpieces a mano libera). Mi sedevo là, con la fretta di dover uscire per andare a scuola e buttavo giù tutto quello che mi veniva in mente; il più delle volte ero io che dicevo che oggi avrei avuto questa o quella materia, che dopo scuola avrei visto le altre, che stavo leggendo quel manga ed era bellissimo, che quel personaggio in un determinato anime era super carino. Erano discorsi semplici, dietro gesti semplici, ma non sapevo di starmi creando una routine che mi avrebbe aiutata in futuro.
Ammetto che avrei voluto essere più assidua nella vita, avrei voluto continuare a scrivere molto più spesso, ma mi rendo conto che non potevo forzare qualcosa che mi veniva spontaneo quando ne sentivo il bisogno. Inoltre non avevo tutto questo granché da dire e quando smetti di avere 15-16 anni ti rendi conto che ci vuole un po' di contenuto nella vita.
Oggi però ho sentito un po' questa voglia di tornare alle origini, di sedermi davanti alla pagina bianca del blog e di scrivere quello che mi veniva in mente, senza troppo direzionare i discorsi. C'è una parte di me che vorrebbe trovarci un senso, una morale, una spiegazione al perché mi sono concessa questo tempo per scrivere del nulla più nulla. Vorrei veramente ritrovare quella voglia di fare ciò che mi fa stare bene, senza dovermi colpevolizzare per il tempo perso. È un processo, anche questo, mi immagino.

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